Andrea Lucio Posteraro
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9 ottobre 2026 9 min di lettura #SAIE #fiere #edilizia #BIM

Il 9 ottobre sono stato al SAIE, la fiera delle costruzioni che quest'anno è tornata a BolognaFiere. Ci sono andato con un'idea abbastanza semplice: girare, ascoltare un po' di gente del settore e farmi conoscere. Biglietti da visita? No, quest'anno QR e card NFC. Siamo nel 2026, e la carta la lasciamo alle tavole.

Il viaggio è stato un po' travagliato: il classico ritardo del treno, che purtroppo va messo in conto. Ma il SAIE resta l'evento cardine dell'edilizia italiana, quello dove trovi sempre qualcosa di innovativo, qualche idea trainante e un po' di ispirazione. L'organizzazione, come sempre, è stata molto buona e l'offerta valida ed eterogenea. Io ci sono andato soprattutto per far conoscere Ma Regge?, la mia app ancora in beta, e la collana di libri tecnici Progetto e Calcolo di Edizioni Glyphe.

Il palco centrale, con le lettere giganti davanti all'area degli incontri
Il palco centrale, con le lettere giganti davanti all'area degli incontri

Prima, due dati#

Per chi non lo conosce: il SAIE è una delle fiere di riferimento per l'edilizia in Italia. Dal 2018 lo organizza Senaf e si alterna ogni anno tra Bologna e Bari. Questa edizione va dal 7 al 10 ottobre 2026; l'ultima a Bologna, nel 2024, aveva superato i 40.000 partecipanti con più di 500 aziende in esposizione, giusto per dare un'idea della scala.

Il programma è diviso in quattro percorsi:

  • SAIE Innovazione: digitalizzazione e tecnologie di cantiere, BIM e digital twin compresi;
  • SAIE Sostenibilità: efficienza energetica e materiali;
  • SAIE Infrastrutture: le grandi opere pubbliche;
  • SAIE Persone al Centro: formazione e aggiornamento professionale.

Accanto agli stand ci sono l'Arena SAIE Lab, con incontri su intelligenza artificiale, BIM, infrastrutture e pavimentazioni, un padiglione intero del sistema Formedil dedicato a formazione e sicurezza, e la finale nazionale dell'EDILtrophy, la gara tra muratori che va avanti dal 2008. Il filo conduttore dell'edizione, già dalla conferenza di presentazione, è "oltre il PNRR": cosa succede al settore quando i fondi straordinari finiscono e si torna a parlare di partenariato pubblico-privato.

Fine della parte seria. Più o meno.

Il giro#

La giornata è andata come da copione. Avevo un'accompagnatrice di lusso, la mia cuginetta, che ne ha approfittato per vedere una città dove non era mai stata e per verificare se sono davvero così bravo come sembro (spoiler: probabilmente no). Ci siamo catapultati subito nella realtà bolognese con tortellini e tagliatelle al ragù: ottimo pranzo da fiera, un po' caro, ma anche questo si mette in conto. Nel complesso è stato divertente e istruttivo, forse un po' stancante e dispendioso, ma ne valeva la pena.

Tra tutto quello che ho visto, tre cose mi sono rimaste in testa più delle altre: un pavimento "che si accende", un esoscheletro e un simulatore. Poi c'è il resto, che non è poco.

Il pavimento che si accende#

Per quanto riguarda la parte seria, una delle cose più interessanti è stata il pavimento LED di Paver. Si chiama PaverLED e, a vederlo spento, è un normale massello autobloccante: stessi formati e stessi nomi della gamma, allo stand c'erano per esempio il Varsavia e il Praga. Solo che dentro c'è una sorgente LED che non si vede, chiusa in un blocco unico di resina epossidica: la luce si diffonde nel corpo della pietra, un po' come in una fibra ottica, ed esce dalla superficie.

Secondo il produttore è carrabile, idrorepellente e isolante elettrico, e si posa come un massello qualsiasi, con malta o colla, dopo aver preparato lo scavo con la guaina per il cavo. Allo stand si poteva scegliere tutto: colore della luce, finitura, formato e perfino un logo personalizzato dentro la pietra. Lo stanno già usando per attraversamenti pedonali luminosi, piazze, cortili e pontili, ed è uno di quei prodotti che ti fanno pensare subito a dove lo metteresti.

PaverLED: masselli autobloccanti con la luce dentro, anche con il logo personalizzato
PaverLED: masselli autobloccanti con la luce dentro, anche con il logo personalizzato

Esoscheletri oggi, robot domani#

Molto interessante anche l'esoscheletro in dimostrazione allo stand Wienerberger: si indossa come uno zaino, con due bracci meccanici che accompagnano quelli dell'operatore. L'idea è semplice, alleggerire spalle e schiena di chi solleva blocchi tutto il giorno o lavora con le braccia sopra la testa. Non è fantascienza: gli esoscheletri occupazionali servono proprio a ridurre il sovraccarico biomeccanico, che è alla base di tanti disturbi muscolo-scheletrici, e dal 2024 hanno anche un loro rapporto tecnico, la UNI/TR 11950.

Detto questo, ho il sospetto che fra una decina di edizioni non vedremo più operai con l'esoscheletro, ma direttamente robot che fanno gli operai. E a dire il vero uno in gilet e stivali c'era già: Zio Pino, allo stand Topoprogram. Quello in corsia era un robot umanoide vestito da cantiere, ma il vero Zio Pino sta nel telefono: ziopino è un assistente basato sull'intelligenza artificiale per geometri e topografi, istruito con l'esperienza di Pino Mangione, il «geometra con gli stivali». Risponde su catasto terreni e fabbricati, topografia da drone, normativa e riconfinamenti, dal telefono o dal computer, a qualsiasi ora. Un collega che non va mai in ferie, insomma.

Un esoscheletro indossabile in dimostrazione allo stand Wienerberger
Un esoscheletro indossabile in dimostrazione allo stand Wienerberger
«Zio Pino» di Topoprogram, un'intelligenza artificiale «istruita dal geometra con gli stivali»
«Zio Pino» di Topoprogram, un'intelligenza artificiale «istruita dal geometra con gli stivali»

In corsia, intanto, giravano robot quadrupedi con sensori di rilievo e droni di ogni taglia.

Un robot quadrupede con sensori di rilievo, guidato a radiocomando in mezzo al corridoio
Un robot quadrupede con sensori di rilievo, guidato a radiocomando in mezzo al corridoio
Un drone DJI di grandi dimensioni allo stand Easydrone
Un drone DJI di grandi dimensioni allo stand Easydrone

Il simulatore#

Molto bello anche il simulatore nello spazio Formedil, firmato CM Labs: una postazione completa, con sedile, joystick, pedali, volante e una parete di schermi tutto intorno, per fare la prova da gruista o con le macchine movimento terra senza rischiare di demolire niente. Servono proprio a questo: far esercitare chi è alle prime armi su situazioni normali e impreviste, in sicurezza, prima di salire sulla macchina vera.

Il simulatore per gru e macchine movimento terra di CM Labs, nello spazio Formedil
Il simulatore per gru e macchine movimento terra di CM Labs, nello spazio Formedil

Sollevare e salire#

Tra gru e ponteggi ho avuto una specie di déjà vu, a suo modo bello: erano tutti lì, uno dopo l'altro, gli elementi studiati per l'esame di cantiere. Sul libro sono schemi, sezioni e articoli di norma; in fiera te li trovi davanti a grandezza naturale, montati, e finalmente ci puoi girare intorno. È un po' il motivo per cui ho scritto Il cantiere, il quarto volume della collana: chi arriva dall'università sa dimensionare una trave, ma il primo giorno in cantiere si trova davanti proprio questo.

La minigru di Cinomak: torre reticolare, zavorre da 800 kg e stabilizzatori, tutto su un rimorchio
La minigru di Cinomak: torre reticolare, zavorre da 800 kg e stabilizzatori, tutto su un rimorchio
Allo stand de La Rete una gru a torre in miniatura regge le reti di sicurezza
Allo stand de La Rete una gru a torre in miniatura regge le reti di sicurezza

Strutture e materiali#

Metal-Ri: le travi reticolari MTR e il pilastro MTR P, «innovazione strutturale per costruzioni ad alte prestazioni»
Metal-Ri: le travi reticolari MTR e il pilastro MTR P, «innovazione strutturale per costruzioni ad alte prestazioni»
Il blocco Isotex in legno cemento con isolante: U = 0,15 W/m²K e Rw = 53 dB, dal cartello allo stand
Il blocco Isotex in legno cemento con isolante: U = 0,15 W/m²K e Rw = 53 dB, dal cartello allo stand

Gestire il cantiere#

«40 anni di cantieri alle spalle»: un software per la gestione del cantiere, tra SAL e materiali
«40 anni di cantieri alle spalle»: un software per la gestione del cantiere, tra SAL e materiali

La classifica dei gadget#

Parliamoci chiaro: in fiera si va per aggiornarsi, ma anche per tornare a casa con la borsa piena. Quindi ecco il verdetto, assolutamente non richiesto.

Miglior gadget: Blumatica, senza discussioni. Tappetino per il mouse e penna con il metro incorporato: per uno che passa le giornate tra tavole e misure, è praticamente un regalo su misura (scusate).

Il tappetino e la penna con il metro incorporato di Blumatica
Il tappetino e la penna con il metro incorporato di Blumatica

Menzione speciale, a titolo personale: ACCA. Dopo due anni di tentativi sono finalmente riuscito a prendere la loro maglia. Ci sono voluti due SAIE, ma ce l'ho.

Finalmente: la maglia di ACCA
Finalmente: la maglia di ACCA

Migliore modalità di consegna: ICAM, «Intelligent Space Solutions», che vince a mani basse. Il gadget, un metro a nastro portachiavi, non te lo porge nessuno: te lo consegna il loro magazzino verticale automatico, direttamente da questo vano. Secondo metro della giornata, dopo quello nella penna di Blumatica: al SAIE, evidentemente, si misura parecchio.

ICAM: il vano da cui il magazzino automatico consegna il gadget
ICAM: il vano da cui il magazzino automatico consegna il gadget
Il metro portachiavi di ICAM
Il metro portachiavi di ICAM

Cosa mi porto a casa#

Prima di tutto il tema dell'intelligenza artificiale. Ormai è ovunque: tutti i programmi la integrano e molti la propongono anche come assistente alla progettazione. Rispetto a due anni fa, complice il periodo, è decisamente il tema dominante della fiera (e chi ha letto l'articolo su AutoCAD e l'IA sa già come la penso). Subito dopo viene il BIM, in tutte le sue sfaccettature: dai percorsi per la certificazione da BIM specialist ai tanti programmi BIM disponibili sul mercato.

Poi i contatti: quelli nati in fiera intorno a Ma Regge? e alla collana sono stati molti. E una bella sorpresa: ho incontrato un collega di un corso che avevo seguito come opzionale ad Architettura. Ritrovarsi in mezzo a un padiglione del SAIE è stato bello.

Per chi ci va la prossima volta#

Qualche consiglio pratico, da uno che ci ha passato una giornata intera:

  • Scarpe comode. Sembra una battuta, ma viste le vesciche ai piedi, se tornassi indietro sceglierei sicuramente un altro tipo di scarpe.
  • Registrati online prima e guarda il programma degli incontri: decidere lì, davanti alla mappa, vuol dire perderne metà.
  • Porta un modo veloce per lasciare il tuo contatto. Il biglietto finisce in fondo a una borsa; un QR inquadrato al volo finisce in rubrica.

Il prossimo giro, se l'alternanza viene rispettata, dovrebbe toccare a Bari.

L'unica foto in cui compaio: di spalle, con zaino e cappello, a studiare i ponteggi di TRB
L'unica foto in cui compaio: di spalle, con zaino e cappello, a studiare i ponteggi di TRB

I dati sull'edizione vengono dal sito ufficiale della fiera e da Ediltecnico.

#SAIE #fiere #edilizia #BIM

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