Il 9 ottobre sono stato al SAIE, la fiera delle costruzioni che quest'anno è tornata a BolognaFiere. Ci sono andato con un'idea abbastanza semplice: girare, ascoltare un po' di gente del settore e farmi conoscere. Biglietti da visita? No, quest'anno QR e card NFC. Siamo nel 2026, e la carta la lasciamo alle tavole.
Il viaggio è stato un po' travagliato: il classico ritardo del treno, che purtroppo va messo in conto. Ma il SAIE resta l'evento cardine dell'edilizia italiana, quello dove trovi sempre qualcosa di innovativo, qualche idea trainante e un po' di ispirazione. L'organizzazione, come sempre, è stata molto buona e l'offerta valida ed eterogenea. Io ci sono andato soprattutto per far conoscere Ma Regge?, la mia app ancora in beta, e la collana di libri tecnici Progetto e Calcolo di Edizioni Glyphe.

Prima, due dati#
Per chi non lo conosce: il SAIE è una delle fiere di riferimento per l'edilizia in Italia. Dal 2018 lo organizza Senaf e si alterna ogni anno tra Bologna e Bari. Questa edizione va dal 7 al 10 ottobre 2026; l'ultima a Bologna, nel 2024, aveva superato i 40.000 partecipanti con più di 500 aziende in esposizione, giusto per dare un'idea della scala.
Il programma è diviso in quattro percorsi:
- SAIE Innovazione: digitalizzazione e tecnologie di cantiere, BIM e digital twin compresi;
- SAIE Sostenibilità: efficienza energetica e materiali;
- SAIE Infrastrutture: le grandi opere pubbliche;
- SAIE Persone al Centro: formazione e aggiornamento professionale.
Accanto agli stand ci sono l'Arena SAIE Lab, con incontri su intelligenza artificiale, BIM, infrastrutture e pavimentazioni, un padiglione intero del sistema Formedil dedicato a formazione e sicurezza, e la finale nazionale dell'EDILtrophy, la gara tra muratori che va avanti dal 2008. Il filo conduttore dell'edizione, già dalla conferenza di presentazione, è "oltre il PNRR": cosa succede al settore quando i fondi straordinari finiscono e si torna a parlare di partenariato pubblico-privato.
Fine della parte seria. Più o meno.
Il giro#
La giornata è andata come da copione. Avevo un'accompagnatrice di lusso, la mia cuginetta, che ne ha approfittato per vedere una città dove non era mai stata e per verificare se sono davvero così bravo come sembro (spoiler: probabilmente no). Ci siamo catapultati subito nella realtà bolognese con tortellini e tagliatelle al ragù: ottimo pranzo da fiera, un po' caro, ma anche questo si mette in conto. Nel complesso è stato divertente e istruttivo, forse un po' stancante e dispendioso, ma ne valeva la pena.
Tra tutto quello che ho visto, tre cose mi sono rimaste in testa più delle altre: un pavimento "che si accende", un esoscheletro e un simulatore. Poi c'è il resto, che non è poco.
Il pavimento che si accende#
Per quanto riguarda la parte seria, una delle cose più interessanti è stata il pavimento LED di Paver. Si chiama PaverLED e, a vederlo spento, è un normale massello autobloccante: stessi formati e stessi nomi della gamma, allo stand c'erano per esempio il Varsavia e il Praga. Solo che dentro c'è una sorgente LED che non si vede, chiusa in un blocco unico di resina epossidica: la luce si diffonde nel corpo della pietra, un po' come in una fibra ottica, ed esce dalla superficie.
Secondo il produttore è carrabile, idrorepellente e isolante elettrico, e si posa come un massello qualsiasi, con malta o colla, dopo aver preparato lo scavo con la guaina per il cavo. Allo stand si poteva scegliere tutto: colore della luce, finitura, formato e perfino un logo personalizzato dentro la pietra. Lo stanno già usando per attraversamenti pedonali luminosi, piazze, cortili e pontili, ed è uno di quei prodotti che ti fanno pensare subito a dove lo metteresti.

Esoscheletri oggi, robot domani#
Molto interessante anche l'esoscheletro in dimostrazione allo stand Wienerberger: si indossa come uno zaino, con due bracci meccanici che accompagnano quelli dell'operatore. L'idea è semplice, alleggerire spalle e schiena di chi solleva blocchi tutto il giorno o lavora con le braccia sopra la testa. Non è fantascienza: gli esoscheletri occupazionali servono proprio a ridurre il sovraccarico biomeccanico, che è alla base di tanti disturbi muscolo-scheletrici, e dal 2024 hanno anche un loro rapporto tecnico, la UNI/TR 11950.
Detto questo, ho il sospetto che fra una decina di edizioni non vedremo più operai con l'esoscheletro, ma direttamente robot che fanno gli operai. E a dire il vero uno in gilet e stivali c'era già: Zio Pino, allo stand Topoprogram. Quello in corsia era un robot umanoide vestito da cantiere, ma il vero Zio Pino sta nel telefono: ziopino è un assistente basato sull'intelligenza artificiale per geometri e topografi, istruito con l'esperienza di Pino Mangione, il «geometra con gli stivali». Risponde su catasto terreni e fabbricati, topografia da drone, normativa e riconfinamenti, dal telefono o dal computer, a qualsiasi ora. Un collega che non va mai in ferie, insomma.


In corsia, intanto, giravano robot quadrupedi con sensori di rilievo e droni di ogni taglia.


Il simulatore#
Molto bello anche il simulatore nello spazio Formedil, firmato CM Labs: una postazione completa, con sedile, joystick, pedali, volante e una parete di schermi tutto intorno, per fare la prova da gruista o con le macchine movimento terra senza rischiare di demolire niente. Servono proprio a questo: far esercitare chi è alle prime armi su situazioni normali e impreviste, in sicurezza, prima di salire sulla macchina vera.

Sollevare e salire#
Tra gru e ponteggi ho avuto una specie di déjà vu, a suo modo bello: erano tutti lì, uno dopo l'altro, gli elementi studiati per l'esame di cantiere. Sul libro sono schemi, sezioni e articoli di norma; in fiera te li trovi davanti a grandezza naturale, montati, e finalmente ci puoi girare intorno. È un po' il motivo per cui ho scritto Il cantiere, il quarto volume della collana: chi arriva dall'università sa dimensionare una trave, ma il primo giorno in cantiere si trova davanti proprio questo.


Strutture e materiali#


Gestire il cantiere#

La classifica dei gadget#
Parliamoci chiaro: in fiera si va per aggiornarsi, ma anche per tornare a casa con la borsa piena. Quindi ecco il verdetto, assolutamente non richiesto.
Miglior gadget: Blumatica, senza discussioni. Tappetino per il mouse e penna con il metro incorporato: per uno che passa le giornate tra tavole e misure, è praticamente un regalo su misura (scusate).

Menzione speciale, a titolo personale: ACCA. Dopo due anni di tentativi sono finalmente riuscito a prendere la loro maglia. Ci sono voluti due SAIE, ma ce l'ho.

Migliore modalità di consegna: ICAM, «Intelligent Space Solutions», che vince a mani basse. Il gadget, un metro a nastro portachiavi, non te lo porge nessuno: te lo consegna il loro magazzino verticale automatico, direttamente da questo vano. Secondo metro della giornata, dopo quello nella penna di Blumatica: al SAIE, evidentemente, si misura parecchio.


Cosa mi porto a casa#
Prima di tutto il tema dell'intelligenza artificiale. Ormai è ovunque: tutti i programmi la integrano e molti la propongono anche come assistente alla progettazione. Rispetto a due anni fa, complice il periodo, è decisamente il tema dominante della fiera (e chi ha letto l'articolo su AutoCAD e l'IA sa già come la penso). Subito dopo viene il BIM, in tutte le sue sfaccettature: dai percorsi per la certificazione da BIM specialist ai tanti programmi BIM disponibili sul mercato.
Poi i contatti: quelli nati in fiera intorno a Ma Regge? e alla collana sono stati molti. E una bella sorpresa: ho incontrato un collega di un corso che avevo seguito come opzionale ad Architettura. Ritrovarsi in mezzo a un padiglione del SAIE è stato bello.
Per chi ci va la prossima volta#
Qualche consiglio pratico, da uno che ci ha passato una giornata intera:
- Scarpe comode. Sembra una battuta, ma viste le vesciche ai piedi, se tornassi indietro sceglierei sicuramente un altro tipo di scarpe.
- Registrati online prima e guarda il programma degli incontri: decidere lì, davanti alla mappa, vuol dire perderne metà.
- Porta un modo veloce per lasciare il tuo contatto. Il biglietto finisce in fondo a una borsa; un QR inquadrato al volo finisce in rubrica.
Il prossimo giro, se l'alternanza viene rispettata, dovrebbe toccare a Bari.

I dati sull'edizione vengono dal sito ufficiale della fiera e da Ediltecnico.
